Azzeramento batterico

Azzeramento batterico a Pescara ?

La sterilizzazione consiste in qualsiasi processo chimico o fisico che porti all’eliminazione di ogni forma microbica vivente, sia patogena che non, comprese le spore e i funghi. Un materiale è considerato sterile se il SAL (livello di sicurezza di sterilità) è inferiore a 10−6; ovvero quando la probabilità di trovarvi un microrganismo è inferiore ad uno su un milione.

I vari processi distruggono i microrganismi provocando l’alterazione letale di alcune loro componenti essenziali; in particolare la sterilizzazione determina la denaturazione delle proteine e degli acidi nucleici e la degradazione di componenti della membrana e parete cellulare.

Per azzeramento batterico si intende la totale inattivazione di vita microbica

Per disinfezione si intende l’inattivazione dei microorganismi che causano malattia

Gli antisettici sono composti attivi sui microorganismi in tessuti vivi (mani, o altro), mentre i disinfettanti sono utilizzati su oggetti inanimati.

Gli agenti antimicrobici sono divisi in chimici e fisici.

 

Tra i fattori che influenzano la potenzialità di un disinfettante ritroviamo:

1) concentrazione dell’agente

2) tempo di esposizione

3) pH (la forma ionica del composto penetra più facilmente nel batterio)

4) temperatura

5) natura del microrganismo

6) presenza di materiale estraneo

 

Gli agenti chimici si distinguono per il loro meccanismo d’azione.

Ad esempio tra gli agenti attivi sulla superficie esterna dei batteri gli alcoli intervengono denaturando le proteine; i detergenti causano danni alla membrana cellulare, i sali dei metalli pesanti sono tossici per tutti gli enzimi e i composti alchilanti provocano danni sul DNA.

Riepilogando, in generale gli agenti si differenziano:

1) idrofilici e idrofobici

2) cationici: composti quaternari dell’ammonio

3) anionici: acidi e basi

4) sali metalli pesanti reagiscono con il gruppo sulfidrilico degli enzimi

5) anfoteri (acido-base nello stesso tempo): meno tossici dei composti quaternari

6) non ionici: tensioattivi (Tween 80)

7) derivati del fenolo e cresolo (denaturano le proteine e causano danni alle membrane)

8) composti difenilici: esaclorofene

9) acidi, alcali, acetone solventi organici (denaturano le proteine) alcoli (coagulano le proteine in presenza di acqua) e aldeidi

10) ossidanti: I, Cl, perossido di idrogeno, ipoclorito di sodio (membrane ed enzimi) (varechina 5% NaClO) in diluizione 1/10 e 1/100 ottimo per superfici dentali. Tintura di iodio o iodofori (composti non ionici tensioattivi complessati con I)

11) intercalanti il DNA: coloranti acridinici, cristal-violetto, derivati dell’anilina

12) alchilanti: aldeidi, ossido di etilene (tossico, cancerogeno, 12 h a temperatura ambiente o 3h a 60°C, si usa per ferri chirurgici e plastiche) addizionano gruppi etilici o metilici e alterano le proteine o il DNA

13) cloroexidina danni di membrana e trasporto attivo con meccanismi non noti.